La Risonanza Magnetica nello studio delle ernie lombari

Posture scorrette, traumatismi, attività sportive eccessive e l'avanzamento dell'età possono portare all'insorgenza di dolori lombari. Dolori che in diversi casi sono legati alla presenza di ernie discali. Ne parliamo con il dottor Girolamo Moretti, direttore sanitario di Radiologia Digitale.
Nel caso di dolori lombari, qual è l'esame più indicato?
Dopo un primo approccio con la radiologia tradizionale, senz'altro la Risonanza Magnetica riesce a fare una valutazione puntuale e ottimale della patologia disco-somatica. Ha inoltre il vantaggio, al contrario della Tac, di essere una metodica che non utilizza radiazioni ionizzanti. Per questo motivo può essere eseguita, senza controindicazioni, anche in pazienti giovani.
Cosa si riesce a visualizzare con questa metodica?
Si esaltano i rapporti del disco, che è fibrocartilagine, con il midollo spinale e con le radici nervose che fuoriescono dal canale vertebrale.
Quali sono le altre peculiarità di questa tecnica diagnostica nello studio delle patologie lombari?
La Risonanza è un esame molto accurato, con il quale si riescono a diagnosticare anche fratture intraspongiose, quelle fratture cioè che radiologicamente non vengono visualizzate. Con l'esecuzione di particolari sequenze viene rilevato l'edema, eventualmente presente all'interno della struttura portante dell'osso.
Alcuni pazienti lamentano dolori che si estendono alle gambe. Può essere correlato alla presenza di ernie in sede lombare?
Sì. Se l'ernia del disco ha una particolare estrinsecazione, può infatti determinare un'azione compressiva sulla radice nervosa, causando una infiammazione. Poiché la radice fuoriesce dal forame radicolare, il paziente riferisce dolore periferico indirizzato verso gli arti inferiori.
Una volta fatta diagnosi di ernia lombare, quale percorso attende il paziente?
Scopo del radiologo, e del medico di base, è anche quello di indirizzare correttamente il paziente verso le terapie più adeguate, nella prospettiva di avere benefici attraverso pratiche sempre meno invasive, come ozonoterapia intradiscale, infiltrazioni, massoterapia, fisioterapia o ginnastica posturale.